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Gelada: le scimmie dell’Etiopia che parlano come l’uomo

Gelada le scimmie d'Etiopia

Esistono scimmie parlanti? Sembra di sì. Sono i primati Gelada, un gruppo di scimmie etiopi, che ha mostrato di utilizzare un linguaggio con analogie impressionanti con quello umano. Non solo con lo schiocco delle loro labbra producono, infatti, un suono labiale simile ai baci, ma comunicano anche con un ritmo “oscillante” e un tono che ricordano il nostro. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology da alcuni ricercatori della University of Michigan.

I ricercatori hanno monitorato i primati all’interno del Simien Mountains National Park, dove hanno registrato i suoni insoliti di questa specie. Thore Bergman, professore di psicologia, ecologia e biologia evolutiva li descrive come creature socievoli, con un vasto repertorio vocale. L’oscillazione vocale è usata principalmente dai maschi e sempre in un contesto amichevole. Bergman ha analizzato le registrazioni dei suoni, monitorando la loro durata e frequenza.

Utilizzando la forma d’onda digitalizzata, ha misurato i picchi e le valli che si sono verificati più volte al secondo. L’analisi mostra che gli intervalli dei suoni gelada sono unici e non caratterizzano nessun altro primate, se non l’uomo. Le altre scimmie producono di solito suoni che, in genere, sono composti di una o due sillabe e mancano di rapide fluttuazioni di tono e volume. Questa nuova ricerca, invece, supporta l’idea che lo schiocco delle labbra, un comportamento che molti primati mostrano durante le interazioni, potrebbe essere stato un passo evoluzionistico verso il linguaggio umano. “Le nostre scoperte dimostrano che i primati non umani possono vocalizzare mentre schioccano le labbra per produrre suoni simili a parole”, ha spiegato Bergman.
Ma cosa significano i suoni dei gelada?

“Ancora non sappiamo molto a questo proposito. Sarà interessante capire se la produzione di questi suoni complessi permetta ai gelada di comunicarsi concetti che le altre scimmie non sono in grado di scambiarsi – continua il ricercatore-. Non sappiamo se sia venuto prima il significante o il significato. In altre parole, la capacità di emettere questi suoni potrebbe aver anticipato l’attribuzione di un significato a essi. Ma potrebbe anche essere avvenuto l’esatto contrario: il bisogno di comunicare in maniera più sottile potrebbe aver innescato lo sviluppo di questa abilità”.

Fonte: greenMe

Valentina Mota
Valentina Mota
Sono una componente della redazione e mi occupo della stesura di articoli e dell'inserimento di contenuti all'interno di questo blog. Auguro a tutti voi una buona lettura!
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