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L’identità Del Cane. Storia Di Un Dialogo Tra Specie

Copertina del libro L'identità del cane

L’identità del cane. Storia di un dialogo tra specie
Edizioni Apeiron 2017
Pagine 270
ISBN 9788897561729
Prezzo di copertina 15,00 €

 

 

 

 

di Soad Diab

L’Identità del cane di Roberto Marchesini è un libro che, quando viene chiuso, spalanca le porte a una miriade di pensieri, di considerazioni e di domande.
L’identità dei nostri animali è qualcosa che sentiamo di aver compreso, perché non potrebbe essere altrimenti. Sono i nostri compagni di vita, parte della nostra famiglia, aiuti preziosi nei momenti di difficoltà. Pensiamo quindi di conoscere a fondo il loro essere.
Eppure quando pensiamo al cane facciamo fatica a riconoscere l’alterità di questo animale. “Il cane è un cane”, si sente spesso dire, come se si volessero rimarcare l’animalità e il selvaggio in contrapposizione con la nostra razionalità e la nostra umanità. Oppure “Il cane è meglio dell’uomo”, quando quest’animale viene pensato come l’incarnazione di valori positivi come la lealtà, l’audacia e la sensibilità o come la proiezione del nostro mondo interiore.
In entrambi i casi, tuttavia, rimane l’essere umano la cifra secondo la quale stabiliamo chi è il cane ed in questo modo, inevitabilmente, operiamo una banalizzazione di cosa significhi essere cane.

Riconoscere il cane come “altro” non significa semplicemente individuare un insieme di caratteristiche morfologiche e comportamentali condivise dalla specie. Marchesini ci parla finalmente di una caninità, che spiega come questo animale percepisca se stesso nel mondo e come dialoghi con il mondo nel quale è immerso. Il cane viene quindi riconosciuto come “entità culturale”, oltre che biologica, e titolare di una dimensione dell’”Io” e di una dimensione collettiva che va oltre le peculiarità fisiche e mentali con le quali siamo soliti distinguerlo, e che si trova all’interno di confini che distinguono il “Sé” dall’alterità. Ma, come per l’uomo, questi confini sono retorici nella cifra in cui è attraverso l’incontro, il dialogo e lo scambio che avvengono la costruzione e la definizione del “Sé”. Ed è proprio all’interno di questo dialogo con il mondo, ma soprattutto nel dialogo con l’alterità umana e nell’assimilazione della cultura umana che si modella l’identità del cane.
L’autore ci permette di pensare al cane come a un’autentica esperienza relazionale nella quale questo animale plasma se stesso in un processo che irrimediabilmente non può essere univoco.
Se da sempre il mondo della natura ha ispirato e influenzato il processo evolutivo culturale dell’uomo, come può un rapporto così antico e profondo non influire sulla definizione della nostra identità di essere umani, sulla nostra evoluzione filogenetica e sulla nostra socialità?
Inoltre, nella relazione con il cane, riconosciuto come alterità, l’uomo si ritrova necessariamente ad ampliare le proprie prospettive ed i propri orizzonti. E non è possibile, come ci ricorda l’autore, entrare in una relazione senza uscirne profondamente modificati alla luce della condivisione, della convergenza e della complementazione degli stili e dei modelli degli attori coinvolti.

Così questo libro, indagando sull’alterità cane, ci porta inevitabilmente a pensare all’identità dell’uomo come anch’essa risultato di un processo ibridativo frutto del dialogo tra specie diverse, ma soprattutto di un patto e di un’alleanza che rappresentano ancora oggi un’opportunità spesso dimenticata.
Ho affrontato la lettura di questo testo in un momento di tranquillità e con l’intento di svagarmi, ma mi sono ritrovata a desiderare di immergermi profondamente in esso, di studiarlo e di farlo mio.
Nonostante la mia formazione in ambito zooantropologico avesse già da tempo cambiato la mia prospettiva sul rapporto con gli animali e su come questo rapporto influisca inevitabilmente sulle dinamiche culturali e sociali dell’uomo, questo libro ha dato vita a nuovi panorami e a riflessioni profonde che sono andate a toccare tre diversi aspetti.
In primo luogo questo libro mi spinge a ripensare ai cambiamenti e alle evoluzioni della relazione dell’uomo con l’alterità animale, ma anche alle criticità e alle derive che potrebbero presentarsi nel percorso culturale dell’uomo contemporaneo.
In secondo luogo, queste riflessioni vanno ad invadere la sfera dell’esperienza personale, in quanto mi permettono di ripensare al mio rapporto con gli animali che fanno parte del mio nucleo famigliare e, in qualche modo, a viverlo con più consapevolezza, spontaneità e partecipazione.
Infine mi spingono a ripensare all’identità umana e alla mia identità individuale toccando un livello ancor più intimo poiché creano nuove domande, ma mi permettono anche di intravedere delle finestre che vanno a illuminare degli spazi bui del mio “Io”.

 

 

 

La Redazione
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