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Vivere è apprendere

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Quando si apprende? Sempre! Ogni momento della vita, che lo si trascorra passivamente sdraiati su un divano o correndo su un prato, interagendo con qualcuno o esplorando il mondo, cercando di risolvere un problema o semplicemente fantasticando, sempre si apprende.

L’identità è un universo in evoluzione come la chioma di un albero che, entrando in metabolismo fotosintetico grazie alla luce, richiama parimenti l’ormone di crescita (auxina) che sviluppa il germoglio per fototropismo. La chioma dell’albero si sviluppa per differenze, attraverso investimenti e disinvestimenti di gettiti di crescita, ricollocando le proprie risorse evolutive sulla base delle sperequazioni di luce che il mondo le riserba.

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Allo stesso modo, il mondo, attraverso le sue occorrenze stimolative ed elicitative, offrendo peculiari campi di agibilità alla proattività del soggetto, dispensando vincoli e occasioni, rischi e opportunità, mettendo sotto scacco il cammino individuale e ponendo problemi, definisce un differenziale di crescita che informa ossia dà forma all’identità in modo singolare, costruendo una sorta di rispecchiamento evolutivo. Come la chioma di un albero rispecchia le opportunità di luce che quella pianta ha ritrovato nell’ambiente, così l’identità del cane riflette le occasioni esperienziali ricevute da quell’individuo.

Il cane perciò apprende continuamente: dalle opportunità di compiere certi comportamenti oppure nell’essere stimolato a metterli in atto, dai giochi che la persona fa con il proprio cane al modo di condurre le normali consuetudini di gestione del cane, dal tipo di ambiente di vita in cui il cane è immerso alle attività di relazione che normalmente produce, dal tono emozionale con cui affronta la quotidianità delle varie situazioni alle occasioni di proattività che gli vengono offerte. Possiamo dire che tutto incide nella declinazione identitaria del cane. 

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In genere, se lasciati a se stessi, cane e persona danno vita a un milieu evolutivo totalmente caotico, anche se non casuale, informato su tre coordinate principali:

a) tipo di relazione che la persona instaura con il proprio cane, che definirà le attività di condivisione, le regole d’interazione, le opportunità e i vincoli espressivi della proattività, le osmosi emozionali che il cane riceve;

b) il tipo di contesto in cui il cane si troverà a vivere, che determinerà gli stimoli e le elicitazioni ricevute e parimenti gli spazi di opportunità e i vincoli, ma altresì gli scacchi e le problematicità da affrontare;

c) le caratteristiche del cane stesso, in special modo i talenti di razza ma altresì le propensioni individuali, che andranno a definire quali espressioni saranno in partenza più probabili e quindi quali troveranno un maggior indice di esercizio.

Sofia Calistri
Sofia Calistri
Sono una componente della redazione che si occupa di inserire i contenuti di Roberto Marchesini all'interno di questo blog. Auguro a tutti Voi una buona lettura!
http://marchesinietologia.it

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