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Menti animali

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È uscito un numero speciale del Time, dedicato alle menti animali.

Anche gli animali non umani pensano? Si tratta di un argomento di grande attualità e interesse a cui è dedicato il numero speciale di Time appena uscito in America.

 

L’etologia ha fatto numerosi passi avanti ma ci sono persone che ancora mettono in dubbio le capacità cognitive del regno animale. Jeffrey Kluger, editore di Timee Times.com e autore di numerosi libri, cerca di fare chiarezza sull’argomento nell’edizione speciale della famosa rivista americana.

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Nelle prime pagine della rivista Kluger pone una domanda provocatoria: Gli animali hanno un cervello, ma possono avere idee? Sul fatto che gli animali abbiano un sistema nervoso più o meno complesso non può essere messo in discussione, ciò su cui occorre ragionare è la capacità cognitiva, cioè la capacità di ragionare e comprendere la realtà circostante. Viene presa in causa la vicenda di Kanzi, una scimmia in grado di preparare un pasto, accendendo un fuoco, cuocendo il cibo e infine spegnendo il fuoco con acqua. Ciò che l’umano fa fatica a conferire agli altri animali sono la coscienza e la consapevolezza, ad esempio gli elefanti hanno un senso della famiglia molto forte e piangono i loro morti. Quando trovano le ossa di un altro elefante esamino molto delicatamente il cranio.

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Altro punto cardine è la vita sociale all’interno dei branchi, alcuni animali basano la loro sopravvivenza sulla collaborazione: come non pensare all’organizzazione delle leonesse per la caccia o le manguste che cercano cibo in gruppo mentre delle sentinelle restano di vedetta e avvisano emettendo suoni in caso di pericolo. Altri animali invece conducono una vita più solitaria come il polpo che esce dalla sua tana solo per cacciare o accoppiarsi, inoltre questa specie è suscettibile a cannibalismo.

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Un aspetto che lascia molto sorpresi è il lutto nel regno animale. In alcune specie, come negli elefanti o nei corvi vengono svolti dei rituali con i cadaveri ai quali non riesce a dare una chiara interpretazione, alcuni pensano che non si tratti di lutto ma sia solo un modo per proteggere il corpo dai predatori. Come non ricordarsi però di tutti quei cani che perdono il proprietario e lo spettano nei luoghi che prima frequentavano insieme per anni, a questo proposito vorrei dedicare qualche parola alla storia di Hachiko, il cane che, dopo la morte del proprietario,per dieci anni si è recato quotidianamente alla stazione ferroviaria dove era solito aspettarlo. Lo attese fino alla morte.

Nel quinto capitolo della rivista si parla di comunicazione animale, infatti anche se noi non possiamo comprenderli non significa che tra loro non comunichino, anzi l’uomo probabilmente è la specie più limitata in questa capacità, infatti per farci comprendere da un’altra persona possiamo solo esprimerci verbalmente. Invece le altre specie hanno molti più strumenti per comunicare, le vocalizzazioni, i ferormoni, ultrasuoni, per non parlare degli squali che individuano altri esseri viventi tramite campi elettro-magnetici o i rettili che individuano il calore corporeo.

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Ultima riflessione ma no per importanza è sulle malattie mentali che possono colpire anche gli animali. Alcuni grandi mammiferi si è visto, infatti, che possono soffrire di stress e depressione dopo essere rimasti orfani. Altri casi di stress sono riconducibile all’influenza umana nella vita degli altri animali. Si pensi agli animali negli zoo, non di rado si vedono esemplari girare ossessivamente lungo i perimetri della gabbia e scenari simili possono manifestarsi anche negli allevamenti intensivi in cui non viene rispettato il benessere animale.

Quello che ritengo aberrante è che non vengano riconosciuti ancora a pieno i diritti animali, solo perché si pensa che essi non abbiano le “caratteristiche” adatte, perché si crede che solo l’essere umano sia dotato di intelligenza e di moralità.

Non dimentichiamoci che le più belle lezioni di vita ce le hanno date i nostri amici animali.

A cura di Sofia Calistri

Sofia Calistri
Sofia Calistri

Sono una componente della redazione che si occupa di inserire i contenuti di Roberto Marchesini all’interno di questo blog. Auguro a tutti Voi una buona lettura!

http://marchesinietologia.it

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