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La gratificazione

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Se viene a mancare il well-being il rischio di cadere in un problema comportamentale è molto alto.

Molto spesso quando troviamo un cane con comportamenti derivali, quali il mordersi o leccarsi in modo compulsivo, oppure cadere in uno stato protratto di prostrazione, per esempio un dormire troppo, il problema sta proprio nel tentativo di compensare una demotivazione.

Far compiere a quel cane delle attività sulle sue prevalenze motivazionali è il modo migliore per superare certi problemi. D’altro canto l’appagamento influenza tutto lo stato del cane abbassando l’emotività, compensando lo stress, rafforzando l’equilibrio complessivo del soggetto e abbassando di conseguenza tutti quei problemi che derivano da sensibilità emotive, come l’ansia e l’irritabilità, dallo stress e dalle fissità.

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Per questo scegliere un cane di una certa razza comporta una grande responsabilità perché noi saremo il suo cielo o il suo mare e dobbiamo sapere cosa si aspetta quel particolare cane. Le motivazioni inoltre aiutano il cane a raggiungere gli obiettivi con un po’di sforzo e questo dà luogo a una forte gratificazione. Spesso le persone pensano che un premietto alimentare possa essere sufficientemente gratificante, in realtà il target assume un gradiente di gratificazione direttamente proporzionale a quanto si è operato per poterlo raggiungere. La gratificazione è pertanto un’altra fonte di benessere che va organizzata in modo adeguato.

Come gratificare ?

Innanzitutto va detto che occorre variare il premio, evitando di somministrare sempre il solito bocconcino, utilizzando per esempio:

1) una pallina o un altro giocattolo che verrà dato al cane solo in particolari momenti o dopo una certa attività;

2) un “riportello” o una treccia che prelude, in questo caso, una sessione di gioco, dove cioè la gratificazione è l’avvio dell’attività;

3) una carezza o una particolare interazione che trasmetta il significato di un consenso sociale, un premio molto ambito dal cane;

4) una particolare situazione, per esempio la passeggiata, che si renda possibile grazie a una particolare azione compiuta dal cane.

In certe situazioni è importante utilizzare il cosiddetto Jackpot, vale a dire un premio – per esempio alimentare – che sia veramente eccezionale, ossia molto ambito e inusuale, che ha come scopo quello di fissare in modo molto evidente una particolare attività. D’altro canto l’utilizzo della gratificazione inattesa – per esempio facendogli trovare dei bocconcini nel vano dell’automobile – può essere un buon modo per fare una marcatura emozionale positiva di una particolare situazione per preparare successivamente il soggetto ad affrontare una condizione che può presentare qualche piccola difficoltà. La marcatura emozionale crea un ricordo che successivamente ci sarà utile quando dovrò affrontare insieme al cane quella situazione. Anche le difficoltà chiedono un’armatura preventiva di benessere.

Sofia Calistri
Sofia Calistri
Sono una componente della redazione che si occupa di inserire i contenuti di Roberto Marchesini all'interno di questo blog. Auguro a tutti Voi una buona lettura!
http://marchesinietologia.it

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