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Dimmi cosa fai e ti dirò cosa diventerai

cucciolo

Spesso mi viene domandato in quali occasioni il cane impara con più facilità, vale a dire se facendo un certo esercizio o durante il gioco, se attraverso il piacere di una escursione all’aperto o grazie all’incentivo di un bocconcino. La mia risposta è semplice anche se per molti inattesa: il cane apprende soprattutto nella quotidianità.

Tutto il suo apparato cognitivo è strutturato per adattare il profilo di specie, ossia il suo innato, alle effettive condizioni ambientali, sociali, situazionali in cui lui, come individuo particolare, si trova a vivere. In fondo essere adeguati al proprio contesto di vita significa avere molte più possibilità di riuscita, tanto nell’evitare i rischi quanto nell’approfittare delle occasioni. I mammiferi hanno un cervello molto sviluppato, soprattutto in un’area che prende il nome di “neocorteccia”, proprio per adattare i propri strumenti di risposta al mondo alle specifiche condizioni che trovano. La neocorteccia risente in modo particolare delle sollecitazioni che le provengono dall’esterno, modellandosi come cera sui contorni della realtà esterna che incontra. Per questo un mammifero è sempre un individuo, pur appartenendo a una particolare specie.

Il nostro Fido è a tutti gli effetti un cane, ma è quel particolare cane, unico e irripetibile, proprio perché ha una storia alle spalle che ne ha fatto un esemplare singolare. In altre parole dobbiamo considerare l’innato non come una struttura già definita ma come una sorta di lastra di marmo che consente a ogni soggetto di costruire e rifinire la propria statua. Un cane fin dalla più tenera età dispone il proprio apparato cognitivo a seconda delle controparti con cui si trova a confrontarsi: ne escono stili, abitudini, procedure, copioni, tattiche, ricette solutive, strategie, aspettative, preferenze. L’esperienza quotidiana agisce sulle dotazioni comportamentali in tre modi prevalenti: 1) facendo crescere maggiormente i tratti caratteriali più stimolati dal contesto, un po’ come una pianta che sviluppa maggiormente le parti esposte alla luce; 2) associando le diverse dotazioni a seconda dell’efficacia che tali composizioni possono avere nel raggiungere il successo e dare piacere all’individuo; 3) costruendo nuove dotazioni, ossia nuove conoscenze, a partire da quelle possedute.

cucciolo con palla

La quotidianità è importante perché agisce continuamente sul carattere dell’individuo, come una goccia che giorno dopo giorno cade su una roccia, e cosi facendo ne traccia un profilo. Insomma: dimmi cosa fai e ti dirò chi diventerai. E questo è vero anche per il cane. Conoscere la sua quotidianità è fondamentale per capire quale sarà il suo sviluppo comportamentale. Vivere in stretto contatto con il proprietario è differente dal restare tutto il tempo da solo in un giardino, vivere in strada dal rimanere recluso in un box, stare in famiglia piuttosto che rimanere in compagnia di un altro cane.

Per questo il lavoro di un educatore sarà prima di tutto rivolto a impostare un modo corretto di relazione, che vedrà coinvolto l’intero gruppo familiare, fornendo dei consigli non solo circa le modalità di interazione più comuni e consuetudinarie, ma altresì su come organizzare la quotidianità del cane. Le domande che ci si dovrà porre saranno pertanto riferite al luogo di vita, alle abitudini della famiglia, ai tempi di incontro, ai rituali soprattutto di tipo sociale, agli spazi e alle attività di condivisione, alla quantità effettiva di tempo trascorso insieme, ai referenti più importanti, alle modalità di ingaggio e alla gestione delle iniziative, al posizionamento sociale e ai ruoli interpretati dai vari membri della famiglia e dal cane.

Ovvio che ci saranno situazioni in cui il cane è più ricettivo all’apprendimento, come quando si trova in un ambiente stimolante o quando la circostanza ha a che fare con le sue esigenze primarie fisiologiche ed etologiche, e parimenti condizioni che facilitano l’apprendimento come quando il cane sta vivendo emozioni positive ed è fortemente motivato all’azione. Ma la maggior parte dei processi di apprendimento assomigliano a degli esercizi ginnici che fanno crescere delle strutture muscolari e delle coreografie motorie solo per ripetizione giacche’ come dicevano i latini “repetita iuvant”, esattamente come un artigiano che affina il suo mestiere lavorando.

E cosa c’è di più ripetitivo della quotidianità?

Sofia Calistri
Sofia Calistri
Sono una componente della redazione che si occupa di inserire i contenuti di Roberto Marchesini all'interno di questo blog. Auguro a tutti Voi una buona lettura!
http://marchesinietologia.it

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