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La paura nel gatto

la paura nel gatto

Siamo tutti d’accordo che il gatto sia un grande predatore. Lo dimostra la sua attenzione maniacale verso il movimento, la variegata collezione di stili venatori come il balzare sopra, l’uncinare dal basso, l’acchiappare al volo, la velocità dello scatto che rende vano qualunque tentativo di fuga, la paziente attesa che consente al micio di aspettare anche ore prima di sferrare l’attacco, l’avvicinamento furtivo che rende il suo passo felpato e il suo apparire di colpo quasi per magia.

gatto arrabbiato

Per realizzare questo articolato cocktail di virtù predatorie che rendono il gatto un cacciatore generalista unico nel mondo animale, capace di catturare lucertole come uccellini, topi come pesci, mosche come piccioni, il piccolo felino è attrezzato di armi micidiali. Il gatto possiede dei sensi acutissimi: occhi globosi capaci di fare una panoramica sul mondo come di zoomare con precisione sui più infimi dettagli, vibrisse sparse su tutto il corpo in grado di fare una sorta di ecolocazione tattile, un udito sensibilissimo che triplica il volume dei suoni da noi uditi e si spinge su frequenze che nemmeno il cane osa raggiungere, un olfatto raffinato che può competere con quello del cane. Presenta una biomeccanica da ingegneri di formula 1: cuscinetti plantari e unghie retrattili a renderlo una sorta di presenza silensiosa, muscoli bianchi di potenza e precisione, uno scheletro flessibile che lo rende capace di qualunque acrobazia, un organo di equilibrio che ha la raffinatezza di uno strumento di precisione e che non ha eguali in natura. Ma è il cervello che più di ogni altro rivela le doti cinestesiche del gatto, vero e proprio Nureyev del mondo animale, dotato di una corteccia motoria e di un cervelletto all’altezza delle prestazioni articolate che il micio produce con la nochalance di un virtuosista.

E tuttavia pochi si rendono conto che il gatto con la sua mole tutt’altro che rilevante può ritrovarsi talvolta a ricoprire il ruolo ingrato della preda per cui, a differenza dei suoi cugini africani e asiatici di grande stazza, ha sviluppato anche una capacità di allerta e vigilanza che gli conferiscono una sorta di affascinante ambivalenza comportamentale. Già, perché talvolta il gatto si lancia impavido negli inseguimenti più spericolati, come una tigre in miniatura si prova in agguati dagli esiti quanto mai velleitari e poi di colpo viene preso dal panico, fugge terrorizzato allo svolazzare di una piuma, al più innocuo dei rumori, alle banali conseguenze dei suoi stessi comportamenti. Sì il gatto è anche un gran fifone e questo può apparirci contraddittorio, può meravigliarci e – diciamolo onestamente – ce lo rende ancora più simpatico. Il gatto osa ma sul filo di lana della paura e in qualunque momento il suo eroismo può tramutarsi nella più plateale pavidità, ma questo crea un contagio di simpatia irresistibile.

Tutti ci rivediamo in lui, in quello sforzo di trovare un compromesso tra il desiderio di provare e la paura delle conseguenze. Ma ovviamente è necessario analizzare meglio queste disposizioni e soprattutto spiegare ai proprietari che se anche può muoverci il riso l’espressione improvvisa del suo timore occorre evitare con estrema attenzioni di procurare degli stati di paura al proprio gatto. Innanzitutto chiediamoci come mai il micio è tanto suscettibile. La risposta è semplice: sono le stesse virtù che rendono il gatto capace di cogliere il più piccolo stimolo a trasformarlo in una corda di violino che vira dall’attacco alla fuga. Per noi la caduta di una stoviglia e un rumore fastidioso quanto si vuole ma sopportabile, per il gatto è come una granata che scoppia in cucina, così come l’aspirapolvere diventa un jumbo che parte sotto casa e la pentola a pressione il soffio di un drago che ce l’ha con lui.

gatto nascosto

I gatti possono spaventarsi davanti a cappelli strani, divise o costumi di carnevale, strumenti a fiato, bambini vocianti, petardi e fuochi d’artificio e persino l’ingresso di estranei può provocare nel gatto un vero e proprio turbine di paura. I piccoli felini poi non amano le novità sconvolgenti e posti di colpo di fronte a qualcosa che non conoscono il più delle volte rispondono con una risposta di paura. Le espressioni della paura nel gatto sono altrettanto variegate e vanno dall’orripilazione, variamente espressa, alla famosa posizione della strega, con le orecchie che si ripiegano all’indietro e s’incollano sulla testa, con una profusione di suoni che vanno dal miagolio acuto al soffio-sputo.

 

Molti animali impauriti mettono in atto il freezing, vale a dire si immobilizzano, rischiando la vita se il motivo della paura è per esempio l’arrivo di un autoveicolo. Anche il gatto può presentare il freezing ma ancora più problematica è un’altra tendenza, quella di lanciarsi contro lo stimolo che provoca spavento al fine di sorprenderlo e guadagnarsi poi la via di fuga. Per questo raccomando sempre agli automobilisti di fare attenzione ai gatti che stazionano sul ciglio della strada perché possono di colpo lanciarsi proprio nella direzione delle ruote con esiti infausti. Il gatto spaventato emette anche dei feromoni d’allarme che, se si trova in casa, possono incollarsi sui mobili e mantenere per giorni il gatto in uno stato di terrore prolungato. Il micio resterà sotto il letto e rinuncerà persino al pranzo perché la persistenza dei feromoni gli sta indicando il non cessato pericolo. In questi casi arieggiare e pulire è il modo migliore per aiutare il nostro micio a uscire dal nascondiglio.

Sofia Calistri
Sofia Calistri

Sono una componente della redazione che si occupa di inserire i contenuti di Roberto Marchesini all’interno di questo blog. Auguro a tutti Voi una buona lettura!

http://marchesinietologia.it

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