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C’era una volta… un gatto!

C'era una volta il gatto

Il gatto è uno degli attori principali del mondo delle fiabe. Come non ricordare il famoso Gatto con gli stivali o Stregatto di Alice nel paese delle meraviglie? Irruenti, impacciati, sempre pronti a ficcarsi nei guai come Silvestro, ammalati di curiosità, a loro modo artisti anzi, artisti nati come l’intero cast degli Aristogatti. Le fiabe ce li raccontano forse esagerando un po’ le loro caratteristiche ma non allontanandosi troppo dalla realtà.

gatto con gli stivali
Il gatto con gli stivali in un’illustrazione ottocentesca

Con quello stile elegante e aggraziato nel muoversi e l’aria un po’ distaccata e aristocratica, con l’agilità e l’armonia di un ginnasta o di un ballerino e lo scatto fulmineo di un bolide da Formula 1, il gatto ha tutti i requisiti per sorprenderci e suscitare in noi meraviglia e ammirazione. Nello stesso tempo proprio la sua tendenza a osare le piroette più ardite mette il gatto nelle condizioni di cadere nel comico come nelle contese tra Tom e Jerry.

L’astuzia è sicuramente la qualità che meglio descrive il piccolo felino: nelle fiabe lo vediamo architettare strategie complicate pur di raggiungere i suoi obiettivi. Il gatto con gli stivali ha proprio questi connotati: furbo, capace di agire con destrezza, talvolta persino sfrontato e soprattutto testardo nel perseguire i suoi scopi. Inventa, recita, organizza, insomma non sta mai fermo. Il gatto con gli stivali tesse una ragnatela di eventi che solo al termine della storia assumono un significato, ci svelano il piano del loro artefice.

stregatto
Stregatto nella versione di Alice nel Paese delle Meraviglie di Walt Disney

Se osserviamo attentamente un gatto sono aspetti che ritroviamo anche nella realtà perché i gatti sembrano sempre avere un piano nella loro testa. Sono affascinati da tutte le novità, vogliono scoprire ogni cosa e reagiscono con prontezza a ogni più piccolo evento. Non hanno gli stivali ma la loro nobiltà la dimostrano nel modo elegante con cui camminano, nell’attenzione che manifestano per la pulizia e la precisione. I gatti amano le persone educate, quelle che non urlano, non si agitano, non vanno verso di loro in modo eccessivo. Se stai fermo e parli a bassa voce loro verranno subito sulle tue ginocchia.

musicanti di brema
I Musicanti di Brema (PIxabay)

Il gatto è aristocratico nei modi, perché sembra non toccare il terreno quando passeggia e sa compiere balzi di estrema precisione. Anche Romeo, seppur gatto di strada, uno dei tanti che nella realtà abitano gli angoli verdi di Roma, ha tutta la nobiltà che gli deriva dalla sua specie. Sotto le zampe i gatti hanno speciali cuscinetti che attutiscono il rumore e li rendono silenziosi nel cammino. Forse per questo Stregatto appare e scompare di colpo ad Alice: è magico perché sembra spuntare dal nulla. Di notte i gatti neri compaiono all’improvviso e nasce proprio da qui la superstizione del gatto nero, ovviamente non vera.

Il gatto sembra poco socievole perché a differenza del cane ama fare le attività da solo senza chiedere la collaborazione all’umano, proprio come fa il gatto con gli stivali. Ma è solo un solista non un solitario e cerca la compagnia proprio come il gatto de I Musicanti di Brema che sa affiancare non solo il cane e l’asino ma anche il gallo. Vivere con un micio significa pertanto avere un amico affettuoso e giocoso che riempirà le nostre giornate di gioia e di stupore perché saprà farci entrare nel suo mondo magico.

Immagine di copertina: Shutterstock

Benedetta Catalini
Benedetta Catalini

Sono una componente della redazione che si occupa di inserire i contenuti di Roberto Marchesini all’interno di questo blog. Auguro a tutti Voi una buona lettura!

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