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Perché scompaiono gli insetti? – Franco Tassi-

Perchè scompaiono gli insetti?

Domande del genere non avrebbero avuto senso nell’antichità, quando lo Scarabeo era ritenuto “sacrodagli Egizi, che vedevano in lui la metafora del ciclo della vita. Coglierebbero invece di sorpresa l’uomo contemporaneo, che a ogni incontro con un insetto non sa rispondere in altro modo che affrettandosi a schiacciarlo; e in fondo sogna prima o poi di riuscire a sterminarli tutti. Eppure… Senza queste piccole creature a sei zampe il mondo non sarebbe lo stesso, e molte delle bellezze e ricchezze della natura non esisterebbero neppure.

Franco Tassi
Franco Tassi, responsabile del Centro Parchi di Roma, ricercatore, scrittore e giornalista, ha al suo attivo oltre 20 libri e 200 pubblicazioni sulla Conservazione della Natura e delle sue Risorse, materia di cui ha tenuto per 13 anni il primo insegnamento accademico d’Italia (1973-1986), svolgendo poi anche attività di docente universitario di Ecologia Applicata.

A chi non piacciono gli uccellini? Ma senza il cibo costituito dalla microfauna, ben pochi di loro avrebbero possibilità di sopravvivenza. E quanti fiori riuscirebbero a riprodursi senza l’infaticabile opera di impollinazione assicurata da miriadi di invertebrati? Grazie a queste creature, del resto, possiamo godere del miele, e di gran parte dei frutti che tanto apprezziamo. Gli insetti costituiscono i veri e propri insostituibili “pilastri” dei principali ecosistemi, e rappresentano quindi una delle più solide “basi” per la perpetuazione della stessa vita sulla Terra. Contano almeno il doppio di specie rispetto a tutte le altre creature viventi sommate tra loro: il numero esatto è ancora sconosciuto. Certi entomologi stimano che il loro numero di individui arrivi alla incredibile cifra di 10 miliardi di miliardi: una valutazione comunque difficile da accettare, ma anche da controllare o smentire.

Ma arriviamo al punto: Perchè scompaiono gli insetti? A lanciare il primo allarme fu esattamente mezzo secolo fa l’americana Rachel Carson, autrice del libro “Primavera silenziosa”, pubblicato nel 1962 e ben presto diventato un best-seller. Una implacabile denuncia della progressiva scomparsa della vita animale delle campagne, che stavano via via trasformandosi in monocolture, sommerse dai veleni e dalle sostanze tossiche che l’agricoltura industriale spargeva senza limiti. Pesticidi, erbicidi, fungicidi, e poi insetticidi, acaricidi, rodenticidi e anticrittogamici, insomma biocidi d’ogni genere, capaci di offrire sì qualche apparente vantaggio immediato, ma poi forieri di conseguenze ben peggiori… Perché se decimavano legioni di insetti e parassiti dannosi, finivano col rafforzare le forme più resistenti, mentre sterminavano i loro ben più vulnerabili e meno numerosi nemici naturali. Come sempre accade di fronte alle verità scomode, Rachel Carson venne smentita, derisa e presa per visionaria: ma poi il tempo le dette ragione, crebbe la conoscenza, e con essa la coscienza, del terribile impoverimento ecologico che l’uomo stava provocando alla Terra.

Oggi l’effetto nefasto di quei prodotti venefici non può essere taciuto né negato, e alla lotta chimica si stanno sostituendo quella biologica e integrata. Ma nel frattempo, gli insetti continuano ancora a rarefarsi a ritmo accelerato, per cause che non sembrano ancora chiarite. Perdita di varietà degli ecosistemi, abbassamento delle falde idriche e inaridimento progressivo dei suoli? Mutamento climatico globale e radicalizzazione delle stagioni, ripetuti incendi e cementificazione dilagante? Fiumi e laghi impoveriti e inquinati, agricoltura in disarmo e foreste troppo sfruttate? Eccessiva radioattività, inquinamento elettromagnetico, acustico e luminoso? Molti studi sono in corso, ma nessuno sarebbe oggi in grado di fornire risposte sicure a queste domande. Forse la lenta e implacabile scomparsa degli insetti è anche l’effetto finale di molte cause che si sommano, ma certo non sembra un fenomeno di fronte al quale restare indifferenti. Perché se scompariranno le api, disse una volta Albert Einstein, allora si tratterà di un campanello d’allarme per il futuro dell’uomo stesso.

Benedetta Catalini
Benedetta Catalini

Sono una componente della redazione che si occupa di inserire i contenuti di Roberto Marchesini all’interno di questo blog. Auguro a tutti Voi una buona lettura!

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