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Dal bestiario di Pazienza… alle motivazioni nel gatto!

gatto fumetto

Il bestiario è importante: raccoglie la parte più sconosciuta di Andrea Pazienza, la passione per gli animali.
Pazienza riusciva a memoria, in un istante di grande maestria, a fare un insetto, un felino, un cane.
Da li potevi intuire quanto li amasse. grandioso!

L’articolo di oggi, così come “anticipo” nella parte iniziale, è dedicato ad Andrea Pazienza, nato proprio il 23 maggio del lontano 1956. Il “bestiario“, opera che Pazienza realizzò per l’Agenda Verde di Legambiente tra il 1984 e 1988, è  uno splendido volume di grande formato che raccoglie una moltitudine di disegni, schizzi, bozzetti e illustrazioni del grande Paz dedicati al mondo animale, mondo che amava molto!

In particolare il nostro caro Paz era un fan incredibile dei felini, animali da lui prediletti… In onore di ciò oggi parleremo delle motivazioni del gatto!

Il benessere del gatto non sempre viene preso in sufficiente considerazione, nell’idea errata che il nostro piccolo amico abbia bisogno solo di una casa confortevole e di deliziosi bocconcini. In realtà il micio ha un’intelligenza molto vivida che chiede di essere stimolata e gratificata: in altre parole esiste anche un languore mentale che necessità di essere alimentato e appagato, altrimenti rischiamo di far cadere il quattrozampe in uno stato depressivo. Come noi uomini abbiamo bisogno di tener occupata la mente e di allenarla nonché di dar seguito alle nostre motivazioni, come esplorare o raccogliere – e per questo cerchiamo gratificazioni nello shopping o nelle collezioni – allo stesso modo il gatto ha bisogno di esprimere le sue tendenze e i suoi interessi. Purtroppo non sempre le persone conoscono le motivazioni dei loro beniamini e senza volere li condannano a una vita noiosa e senza sale.

In fondo nelle case rurali i gatti vivevano più in linea con la loro natura proprio perché nella quotidianità potevano esercitare le loro doti. Ecco allora che a questo punto una domanda è d’obbligo: quali sono le motivazioni dei nostri piccoli felini? In genere la parola “motivazione” viene utilizzata come sinonimo di motivo, in realtà questo può portare a pericolosi fraintendimenti e gli etologi lo sanno bene. Possiamo infatti ritenere che il comportamento predatorio del gatto su una pallina sia da attribuire a quest’ultima ovvero che la pallina sia la motivazione dell’atteggiamento del gatto. In realtà secondo i dettami dell’etologia la motivazione è la disposizione predatoria che il gatto possiede come sua inclinazione naturale ed è proprio questa disposizione a rendere la pallina un target su cui orientare la propria inclinazione. La pallina diventa cioè un motivo di espressione predatoria perché il gatto già possiede questa inclinazione a correre dietro a tutto ciò che si muove ovvero perché possiede la motivazione predatoria.

Un coniglio non correrà mai dietro a una pallina in movimento né si interesserà della freccetta del mouse nel monitor del computer. Chiarito il fatto che le motivazioni sono interne al gatto, sono cioè disposizioni mentali, e non esterne, parlare di motivazioni significa cercare di capire quali siano queste inclinazioni perché solo acconsentendone l’espressione si potrà rendere felice il nostro micio.

Il gatto ha cinque motivazioni molto spiccate che richiedono di essere esaudite: 1) la tendenza predatoria, richiamata dal movimento e dal luccichio di un oggetto di fronte a lui; 2) la tendenza esplorativa, richiamata dalle novità e dai pertugi; 3) la tendenza atletica, ovvero il piacere di muoversi su tre dimensioni; 4) la tendenza solutiva, ossia l’interesse per i problemi da risolvere; 5) la tendenza et-epimeletica ossia il piacere di essere accudito e coccolato come un cucciolo.

Vediamo allora perché, a dispetto di un innegabile amore e di tanta passione, facciamo così fatica a gratificare i nostri gatti. Riguardo alla motivazione predatoria dobbiamo dire che a differenza della vita in campagna, fatta di farfalle e lucertole da rincorrere, la quotidianità in appartamento è un vero e proprio mortorio. Per questo se vogliamo far divertire il nostro micio è utile arricchire l’ambiente con pendagli che si muovono e luccicano, un po’ come gli acchiappasogni, nonché altri oggetti che rotolano come rocchetti e palline. Anche la tendenza esplorativa è molto limitata nella clausura domestica a differenza della complessità di qualunque fattoria o corte rurale. Sarebbe sufficiente disporre in casa dei piccoli pertugi, per esempio utilizzando delle scatole di cartone con delle aperture, per risvegliare nel nostro piccolo amico le sue doti di infaticabile esploratore.

Se prendiamo in considerazione la vocazione atletica del gatto non vi è dubbio che i nostri appartamenti bidimensionali limitino molto la voglia acrobatica del micio, un inclinazione ancora una volta pienamente appagata dai fienili e dagli alberi. Il gatto ama arrampicarsi, balzare da una mensola all’altra, darsi alle coreografie motorie più improbabili, come se un’energia interiore lo muovesse. Ancora una volta basterebbe attrezzare la propria casa con supporti, come un arrampicatoio o delle mensole, per renderla tridimensionale, cioè più coerente rispetto alle corde del gatto. Se è giusto dare al nostro micio la pappa pronta non dobbiamo dimenticare che un solutore del suo calibro si diverte anche nel procacciarsi il cibo, per cui mettergli a disposizione dei giochi solutivi che nascondono l’ambito premio e chiedono al micio di sforzare un po’ l’ingegno è un buon modo per rendergli il tutto molto più gratificante. Infine non dimentichiamo che i gatti amano la regressione, per questo si accoccolano sulle nostre ginocchia e impastano deliziandoci con serenate di fusa. In etologia questo si chiama comportamento et-epimeletico e chiede da parte del proprietario un atteggiamento sicuro e delicato. E qui gli sbagli che commettiamo sono davvero tanti. Spesso le persone non consentono l’espressione infantile perché assillano il gatto con troppe carezze. Altre volte non comprendono il bisogno di sicurezza e si divertono a fare dispetti anche piccoli che tuttavia rendono meno appagante la loro disposizione regressiva.

Benedetta Catalini
Benedetta Catalini
Sono una componente della redazione che si occupa di inserire i contenuti di Roberto Marchesini all'interno di questo blog. Auguro a tutti Voi una buona lettura!
http://www.siua.it

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