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Pronti, partenza… VIA!

fare attività fisica con il proprio cane giova entrambi

Il cane ha bisogno di fare attività fisica e non si può pensare di dargli benessere, inteso come well-being, ovvero piena espressione delle proprie caratteristiche di specie, mantenendolo in una sorta di inattività. Tutto il corpo chiede di poter stare in ottima forma fisica e la gran parte degli apparati si aspettano questo. Tanto il sistema circolatorio quanto quello linfatico – fondamentali per il benessere e per la prevenzione delle malattie – vengono tenuti in azione dalla pompa muscolare che pertanto deve essere tonica. Non bisogna ovviamente esagerare, ma non facciamo l’errore contrario di pensare che una carenza motoria non provochi in fondo nessuna compromissione. Anche la motilità enterica viene favorita dall’attività motoria, avendo peraltro l’accortezza di evitare – soprattutto nei cani di grossa taglia – di fargli fare movimenti eccessivi dopo aver mangiato e soprattutto se il pranzo era particolarmente corposo, per evitare la torsione dello stomaco, un incidente pericolosissimo.

D’altro canto l’attività fisica, oltre a dare quel benessere tutto particolare che deriva dallo stancarsi, dà piacere perché attiva il sistema delle endorfine che calmano molto. Va peraltro detto che alcune tipologie di cani che nei secoli sono state selezionate per fare attività fisica soffrono ancor di più l’inattività perché la loro propensione innata è quella di fare attività.

Ancora una volta mi preme sottolineare che spesso si può maltrattare un cane anche con coccole, carezze e bocconcini, quando per esempio non ci si rende conto del bisogno di quella razza di fare attività fisica. Un esempio eclatante è dato dal dalmata, un cane selezionato per accompagnare le carrozze, che certo non può trovare benessere se mantenuto costantemente in casa.

Anche chi tiene il cane alla catena o costantemente dentro un box provoca in lui un malessere riferibile all’impossibilità di fare la corretta ginnastica motoria, oltre che per altri motivi ovviamente giacché la prigionia è insopportabile per l’uomo come per il cane. Fare attività all’aria aperta consente al cane di entrare in relazione con un insieme di stimoli indispensabili per regolare l’attività endocrina, e quindi metabolica, con le caratteristiche stagionali e circadiane. Esiste pertanto un benessere da esercizio funzionale degli apparati, dal momento che ogni esigenza del corpo quando viene assolta produce piacere.

Il mondo esterno inoltre produce piccole eccitazioni e scacchi che mettono in funzione le ghiandole surrenali, poiché talvolta il piacere passa anche attraverso un po’ di adrenalina. Tenere il cane in uno stato di quiete e di riposo non è la vita che lui si aspetta e pertanto non gli dà piacere: il riposo dev’essere un momento di ristoro che va a premiare l’attività svolta. Vivere con un cane significa pertanto ritagliarsi dei momenti per stare all’aria aperta e divertirsi giocando e facendo attività fisica: non sempre viene compreso questo aspetto, soprattutto chi pensa al cane come a un bambino da cullare o un soprammobile da osservare. Ma il cane si aspetta altro, perché il suo corpo ha voglia di correre nel mondo!

Benedetta Catalini
Benedetta Catalini
Sono una componente della redazione che si occupa di inserire i contenuti di Roberto Marchesini all'interno di questo blog. Auguro a tutti Voi una buona lettura!
http://www.siua.it

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