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Il Criceto

Criceto, animale da compagnia

Di origini siberiane, il criceto – Phodopus sungoris – è un animale domestico ormai diffuso in molte famiglie che scelgono di condividere i propri spazi di casa con un roditore.

 

Quali sono le caratteristiche di quest’animale? Una coda molto corta, al contrario dei topi, il criceto ha un manto che si contraddistingue per il colore marrone e un musetto particolarmente simpatico: due vispi puntini neri come occhi e dei baffi ritti pronti a sondare tutto ciò che li circonda.

 

I criceti sono animali solitari; è bene ricordare questa caratteristica in quanto molte persone sono convinte che comprare una coppia di animali possa giovare alla salute di entrambi gli individui che avranno sempre a disposizione un compagno della stessa specie. Niente di più sbagliato: la convivenza di due soggetti dello stesso sesso porta sovente a scontri, anche mortali, per uno dei due elementi mentre una coppia di criceti composto da un maschio e da una femmina porta a un numero esponenziale di cucciolate che mettono a repentaglio la stessa vita della criceta che dei piccolo stessi.

Insomma, il criceto domestico ha bisogno solo della nostra compagnia. Se decidiamo di adottare un criceto poi, dobbiamo tenere presente che una “taglia” piccola non significa poco impegno, tutt’altro. I criceti seppur vero che sono piccoli hanno bisogno di tanto spazio per vivere bene. Tenerli confinati in una gabbia significa privarli oltre che del benessere delle condizioni basilari per poter vivere.

 

Questi animali hanno infatti un’indole curiosa e amano esplorare il mondo che li circonda. Per questo bisogna fornire loro un ambiente vario e ricco di stimoli magari ingegnandosi costruendo dei giochi appositi con materiale di riciclo.

 

Basta qualche rotolo di carta igienica o scatole di uova riempite di paglia per far sì che i nostri amici si divertano a costruire tane e nascondigli… molto più entusiasmanti della classica ruota. Anche scavare rappresenta un’attività molto amata da questi roditori, propensione che possiamo stimolare riempiendo con sabbia scatole da scarpe e creando così un vero e proprio parco giochi per il nostro criceto.

Animali prevalentemente notturni, iniziano le attività quotidiane (gioco, esplorazione, etc.) verso il tramonto, durante la notte piace loro rimestare tutto quello che hanno nella tana e per questa ragione vi consiglio di non allestirla nella vostra camera da letto in quanto fareste fatica a riposare tranquillamente. I criceti poi amano molto fare scorte di cibo, hanno a questo scopo due sacche guanciali dove l’animale stiva riserve alimentari. Questo fa sì che il criceto debba avere sempre a disposizione un mix di semi – di cui è ghiotto, specialmente se si tratta di quelli di girasole – frutta, verdura, e acqua fresca.

 

Attenzione a non esagerare con i semi, i criceti spesso tendono a mangiare solo quelli ed è bene ricordare che, come per tutto gli animali, una dieta varia è la prima fonte di buone salute! Con l’arrivo della bella stagione poi, attenzione al caldo, i criceti lo soffrono molto ma non bisogna assolutamente bagnarli con uno spruzzino o immergerli in acqua in quanto potrebbero morire.

 

Questi animali in fatti in ambiente domestico non vanno mai in letargo e devono vivere a temperature che vanno dai 18 ai 28. Sotto questa soglia minima i criceti vanno in ipotermia, si possono ammalare e morire. Per ovviare al caldo estivo bisogna essere accorti e tenere i criceti in zone dove circola l’aria, mai sotto il sole diretto e aver cura di refrigerare le pareti della gabbietta magari con delle bottiglie di acqua ghiacciata.

Amo particolarmente questi animali perché io stesso ho avuto il piacere durante gli anni universitari di condividere il mio tempo con un criceto. Si chiamava Mario e mi accompagnava dappertutto, una specie di mascotte.

I criceti sono animali curiosi e un po’ ostinati: come i cani quando si mettono in testa una cosa è assai difficile farli desistere; il prezzo era qualche piccolo morsetto che all’inizio spaventa ma poi fa ridere. E tuttavia ricordo che mio padre era terrorizzato dai topi e sapere di condividere la casa con un roditore non era certo di suo gradimento. Una volta Mario, in una delle sue tante scorribande, andò a ficcarsi proprio nelle pantofole di mio padre: col tempo ho scoperto che per una qualche legge di Murphy, gli animali vanno sempre verso chi ha paura di loro. Quando mio padre scendendo dal letto mise i piedi dentro le pantofole con suo massimo orrore si trovo Mario attaccato al piede – i dentini avevano fatto presa – e in tutta la casa risuonarono le urla disperate del genitore che minacciava di andare a vivere dalla nonna.

Benedetta Catalini
Benedetta Catalini
Sono una componente della redazione che si occupa di inserire i contenuti di Roberto Marchesini all'interno di questo blog. Auguro a tutti Voi una buona lettura!
http://www.siua.it

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